Pmi Day delle Marche alla Ifi Spa di Tavullia

Tonti: “Le imprese hanno bisogno di una scuola forte”

“Le PMI della provincia di Pesaro Urbino e delle Marche sono l’ossatura del tessuto economico e sociale della nostra regione, strutture solide, con un forte radicamento sul territorio e un forte senso di responsabilità verso di esso, come stanno dimostrando le vicende legate al post terremoto che ha colpito una parte importante della nostra regione”. Così il presidente di Confindustria Pesaro Urbino, Gianfranco Tonti, parlando questa mattina ad alcune classi dell’Istituto “Bramante-Genga”, in occasione della giornata nazionale delle Piccole e Medie Imprese, durante la quale le Pmi di tutta Italia hanno aperto le proprie porte agli studenti.

Un rapporto, quello con il sistema scolastico, che secondo Tonti dovrà essere “sempre più continuo e responsabile, “nella consapevolezza che i giovani di oggi saranno gli imprenditori di domani, per cui dovranno far conto su una scuola forte e capace di formarli, ma anche di un’industria che metta a loro disposizione conoscenze e risorse dedicate”. “Ciò significa – ha aggiunto il presidente degli industriali pesaresi – trasferire agli studenti valori tangibili e confrontarsi con loro: un progetto che vale sia per l’industria manifatturiera, che per il nostro sistema dei servizi applicati”.

“Il ottica di aula diffusa ha dichiarato Marcella Tinazzi, dirigente dell’Ufficio scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino -, l’impresa  è un luogo di apprendimento in cui lo studente sviluppa nuove competenze, consolida quelle apprese a scuola e acquisisce la cultura del lavoro attraverso l’esperienza: ciò costituisce un valore aggiunto sia per la progettazione formativa, che diventa così integrata, sia per il patrimonio culturale, sia per quello professionale del giovane”.

Il rapporto tra scuola e azienda nelle Marche – e Pesaro Urbino rappresenta una delle best practice – è datato nel tempo: “Ci sono aziende – ha spiegato Diego Boinega, presidente della Piccola Industria e vice presidente di Confindustria -, molte delle quali operano sui mercati globali, che supportano gli studenti con testimonianze in aula, stage e tirocini”. Un’attività qualificata, tanto che le aziende associate operano come “Club if”, il club delle imprese formative.

“E’ evidente – ha aggiunto – che l’alternanza scuola-lavoro apre scenari che vanno approfonditi: da quello della responsabilità per l’azienda alla partecipazione degli studenti”. Uno dei problemi dell’attuale normativa è legato al fatto che lo studente in stage è equiparato al lavoratore effettivo, pur restando in azienda per un tempo limitato: “La sicurezza è un valore universale e vale per tutti – ha spiegato Boinega – ma il conto economico che un’aziende deve pagare per avere al proprio interno un progetto di alternanza scuola-lavoro è molto significativo e scoraggia la diffusione di questa buona pratica”. E poi c’è il tema che il decreto ‘Buona scuola’ obbliga gli studenti a fare esperienza in azienda fino a 400 ore: “Il rischio è che i ragazzi prendano questa esperienza come un parcheggio – ha osservato – e non come straordinaria opportunità di conoscenza e di formazione, per cui va preparato il percorso attraverso un impegno diretto ed incisivo degli insegnanti, in modo che i ragazzi quando entrano in contatto con l’azienda sappiano apprezzarla per quello che effettivamente è”.

La giornata si è aperta con la visita agli stabilimenti della Ifi Spa a Tavullia: gli studenti e gli insegnanti sono stati accolti dal presidente Gianfranco Tonti e dell’amministratore delegato Maurizio Testaguzzi.

ph.LucaToni ph.LucaToni ph.LucaToniph.LucaToni

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